Fra Nicola da Gesturi. Il questuante di Dio

Fra Nicola da Gesturi. Il questuante di Dio
Category: Religione e spiritualità
Autore: Paolo Matta
EAN: 9788831548106
Collana: I radar
In commercio dal: 20/11/2016
Pagine: 96 p.
Editore: Paoline Editoriale Libri
Anno edizione: 2016

Il volume presenta la biografia di fra Nicola da Gesturi, cappuccino (1882-1958). Vissuto a Cagliari, per trentaquattro anni ha fatto la questua, camminando a piedi in ogni stagione, chiedendo la carità in nome di san Francesco per aiutare i più poveri.Molto amato da tutti, non chiedeva ma la gente gli andava incontro, riconoscendo in lui dedizione, amore ai bisognosi e santità. Fu soprannominato «frate Silenzio» perché taceva per vivere in contatto con il Signore e riversare sulle persone che incontrava pace e amore.Fra Nicola si spese per tutti ma soprattutto portò conforto e offri ospitalità a quanti avevano perso tutto durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Morto nel 1958, è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1999. Una biografia esistente è di Remo Branca, Frate silenzio: fra Nicola da Gesturi, Fossataro, Cagliari 1978

Dopo l'anno di noviziato dimorò fino al 1709 in vari conventi del Lazio (Tolfa, Roma, Albano, Monterotondo) dove vi eserciterà gli umili e gravosi uffici di cuciniere, infermiere e ortolano. Il 22 luglio 1693, a venticinque anni, Pietro indossa l'abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo assumendo il nome di fra' Crispino. Il 22 luglio 1693, a venticinque anni, Pietro indossa l'abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo assumendo il nome di fra' Crispino. Il 22 luglio 1693, a venticinque anni, Pietro indossa l'abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo assumendo il nome di fra' Crispino.

Dopo l'anno di noviziato dimorò fino al 1709 in vari conventi del Lazio (Tolfa, Roma, Albano, Monterotondo) dove vi eserciterà gli umili e gravosi uffici di cuciniere, infermiere e ortolano. Il 22 luglio 1693, a venticinque anni, Pietro indossa l'abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo assumendo il nome di fra' Crispino. Dopo l'anno di noviziato dimorò fino al 1709 in vari conventi del Lazio (Tolfa, Roma, Albano, Monterotondo) dove vi eserciterà gli umili e gravosi uffici di cuciniere, infermiere e ortolano. Dopo l'anno di noviziato dimorò fino al 1709 in vari conventi del Lazio (Tolfa, Roma, Albano, Monterotondo) dove vi eserciterà gli umili e gravosi uffici di cuciniere, infermiere e ortolano.